Intervista “personale”… da Instagram

Giorni fa chiesi ai miei follower su Instagram di partecipare a un gioco. Avrebbero potuto condurre loro un’intervista “scandalosa” alla sottoscritta, osando anche domande dirette sulla mia vita privata. L’intervista più idonea avrebbe fatto vincere all’utente i primi capitoli in anteprima del nuovo romanzo. Con mia enorme sorpresa hanno partecipato diverse persone. La scelta si è fatta difficile quando mi toccato decidere tra due utenti in particolare, e alla fine l’ha spuntata Francesca, che peraltro ha un feed stupendo e fossi in voi darei un’occhiata.

Ecco qui le sue domande:

Prima domanda d’ obbligo dopo aver letto Amabile inferno, qual è il tuo rapporto con la fede? Credi in Dio?

Assolutamente sì. Sono credente, ma non sono più cristiana da diversi anni. Ho un profondo rispetto per il cristianesimo (come per tutte le altre fedi del resto), in special modo per il cattolicesimo essendo stata cattolica fino a metà della mia adolescenza ma non mi rispecchia più. Trovo che la Bibbia, specialmente il Nuovo Testamento, contenga dei passi e dei messaggi di amore e fratellanza meravigliosi, ma la mia ricerca spirituale è ancora tutto un work in progress e ci sono delle convinzioni cristiane che non sono più mie da parecchio o che non l’ho sono mai state. L’unica certezza che ho è che Dio c’è, ed è Amore.

Qual è la tua peggior paura?

Di non essere abbastanza. Credo sia stata proprio questa paura a farmi cadere nel vortice della depressione per tanto tempo, una battaglia che ancora combatto, a giorni alterni.

Parlando tra donne libere e senza tabù, com è il tuo rapporto con il sesso? Sei una persona timida tra le lenzuola?

Vallo a capire! Sono una persona terribilmente estroversa, amo la provocazione (quella non offensiva ma puramente scherzosa), eppure, sì, mi capita spesso di vivere il sesso con timidezza agli inizi. Sono una di quelle donne che nonostante le affermazioni audaci arrossiscono di fronte a un uomo che le guardi intensamente. Allo stesso tempo, credo che il sesso sia un conoscersi su carne per me, da un punto di vista esclusivamente fisico (anche se la componente mentale gioca un ruolo comunque importante): più la conoscenza con l’altro aumenta, più la timidezza diminuisce. La mia però non è una timidezza tra le lenzuola. Non mi vergogno di nulla se ho una buona affinità con il mio partner.

Cosa ne pensi delle pratiche BDSM? Hai avuto esperienze?

Ho avuto le mie esperienze e conosco questo mondo. Ultimamente però si tende a vedere pratiche BDSM in cose che non lo sono granché, ed è un paradosso. In generale penso che la sessualità ognuno debba viverla come vuole, purché tutte le parti in causa siano assolutamente consapevoli di ciò che accadrà o di quello che potrebbe accadere, e che siano, soprattutto, consenzienti. Non a caso il BDSM si basa sulla regola del: sano, sicuro, consensuale.

Hai mai avuto una relazione segreta? Una alla Melania, per intenderci.

Quasi tutte le mie relazioni o pseudo tali lo sono state. Non ho mai sbandierato molto con chi uscissi. Se parliamo di segretezza dovuta, però, no, non ho mai avuto una relazione come quella di Melania. Ho però frequentato persone di cui non ho mai potuto parlare apertamente, perché conosciute magari.

Ti sei mai sentita a disagio o diversa dagli altri?

Tutta la vita. Talvolta per la mia lieve zoppia, talaltra per quello che avevo da dire. Mi sentivo quella destinata ad essere esclusa e così facendo mi escludevo da sola. Sto imparando, e questa forse è una banalità, ma tant’è, che il disagio serve a poco, perché la normalità in senso stretto non esiste. L’importante, ne sono convinta, è che le nostre azioni non nuociano, né a noi stessi né agli altri.

Come hai trovato il coraggio di pubblicare una tua opera? Non temi il giudizio delle persone? (Ho massima stima per chi dona al mondo qualcosa di personale come una storia)

Onestamente non ho cercato chissà che coraggio. Volevo farlo da sempre e ho lavorato per riuscirci. Bene o male, non spetta a me dirlo. Però scrivere è sempre stato ciò desideravo fare, per cui eccomi qui. Non temo il giudizio delle persone in senso assoluto. Mi dispiace ovviamente se ciò che scrivo non convince o non piace, ma quella di scrivere è prima di tutto un’esigenza che riguarda me.

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